martedì 29 ottobre 2013

Antoine Ignace Melling drawings in Istambul.









“Come faceva Margherite Yourcenar davanti alle incisioni di Roma e Venezia realizzate da Piranesi trent’anni prima di Melling, anch’io adoro, «prendendo la lente d’ingrandimento», osservare gli abitanti di Istambul che si muovono nei panorami di Melling: mi piace guardare attentamente, per esempio, nel disegno della fontana e della piazza di Tophane, per cui il nostro artista lavorò con tanta cura e precisione nei dettgli, il venditore di cocomeri (il suo banco e la gestualità sono uguali anche oggi), o l’altro seduto sulla sedia, più in basso, al centro del disegno. Questa fontana scelta da Melling tra i monumenti di Istambul per la sua eleganza, allora si trovava su un piano rialzato; oggi, poiché le vie intorno sono state pavimentate con pietre e asfalto, è invece in una buca.”


Orhan Pamuk
“Istambul” (pag. 71)


martedì 11 dicembre 2012

L’enfasi emozionale ai tempi delle C90




In questi giorni mi è capitato in diverse occasioni di riascoltare musica del Led Zeppelin. Non avevo mai smesso, ma in questa occasione l’ho fatto in modo più strutturato. E la sorpresa c’è stata. La loro musica è veramente straordinaria, con gli anni ho affinato i gusti, ascoltato tantissimi generi, appassionato a molte tendenze e nuove sonorità, ma quella degli "zeppelin è davvero bella musica.

La premessa era per dire che questi ascolti mi hanno fatto ricordare, quando da ragazzino incominciavo ad ascoltare la musica rock. Quando avevo quattordici quindici anni io e i miei amici ascoltavamo la musica con le audiocassette registrate da i nostri amici più fortunati che avevano già un giradischi o un “impianto stereofonico” e/o un fratello maggiore che comperava i dischi. Ma in particolare mi è tornato alla memoria un episodio specifico. L’episodio a cui faccio riferimento è del 1979 concerto dei Led Zeppelin al festival di Knebworth. No, ovviamente non potevo esserci, ma lo ricordo benissimo a oltre trenta anni di distanza. L’esperienza che ho avuto io di quel concerto, è stata quella raccontata dall’inviato della rivista musicale di riferimento a quell’epoca “Ciao 2001”.  

Riflettendo su questa cosa mi rendo conto di quanto possa sembrare strano ricordarsi di una cosa così minima e coì lontana nel tempo, ma lo stupore aumenta quando mi rendo conto che addirittura ricordo a memoria brani di quell’articolo. Ovviamente non posso provare l’esattezza dei miei ricordi, ma dentro di me ne sono certo. Ricordo che l’estensore del testo raccontava con queste esatte parole: -“e mentre si abbassano le luci sul palco, Jimmy imbraccia la gibson a doppio manico, si illuminano migliaia di piccole luci tra il pubblico, iniziano gli arpeggi di una delle più belle ballate rock mai scritte”-  e ancora – “l’assolo finale di Page è cosi intenso e perfetto che sembra quasi che stesse parlando con Dio”-.

Ora la cosa più sorprendente di questo mio ricordo, che ovviamente si riferisce al racconto dell’esecuzione live di “Starway to heaven”, è che io a quel tempo quel pezzo ancora non lo conoscevo, e quelle parole, “una delle più belle ballate rock mai scritte”, mi facevano bruciare di curiosità e allo stesso tempo di ignoranza. Mentre leggevo quell’articolo io possedevo solamente una C90 con inciso su un lato il Led zeppelin I e sull’altro il Led Zeppelin II, e la mia curiosità non sarebbe stata soddisfatta in breve tempo. Ci sarebbero probabilmente voluti giorni, se non settimane.


Oggi mi viene da pensare che l’importanza e l’insolita persistenza di quei ricordi siano dovuti proprio da quel desiderio e da quell’attesa. Oggi, leggere di una cosa che non si conosce, comporta semplicemente una immediata ricerca su you tube perché qualsiasi curiosità venga soddisfatta immediatamente. L’impressione che mi porta con me questo mio ricordo è la difficoltà e il desiderio, rendessero quelle esperienze un po’ più memorabili.






giovedì 15 novembre 2012

Albe Steiner e il declino dell'impero culturale dei post-comunisti



In questi giorni si è consumato un orrendo delitto. E' stato definitivamente uccisa la superiorità culturale della cultura antifascista italiana. E questo delitto si è palesato con l'ultima caduta nel cattivo gusto, il fotoSmontaggio dedicato a i 5 candidati alle primarie del centrosinistra.
Ho scelto due immagini per sintetizzare quello che idealmente è il punto più alto della comunicazione visiva della tradizione comunista italiana, due capolavori di Albe Steiner.



E poi l'immagine tristemente nota in questi giorni, il fotomontaggio squinternato realizzato da i creativi-arrangioni responsabili della comunicazione del PD. 

Potrei tranquillamente fermarmi qui, chi ha un minimo di senso estetico o un briciolo di sale in zucca, capirebbe dalle immagini, che si è consumato un abominio estetico, culturale, semantico di dimensioni epocali. Ma purtroppo sembra non essere così, sono circondato da persone che sembrano non rendersi conto dei significati di questa decadenza. A parte il mondo della rete, e soprattutto twitter, che ha giustamente stigmatizzato, soprattutto deridendo i creativi, alla maggior parte è sembrata una cosa normale. 
Quello che a mio parere invece rappresentano queste due tipologie di comunicazione visiva, è una visione contrapposta della comunicazione politica/sociale.
Con Albe Steiner, c'era l'idea dei grandi intellettuali di tutte le discipline, che appoggiando l'ideale/partito, utilizzavano la loro arte, come guide per innalzare maieuticamente, partito e seguaci ad un livello più alto, ad una maggiore consapevolezza, in questo caso anche estetica. C'era l'dea che il meglio andasse ricercato per rendere la società migliore attraverso il miglioramento dell'individuo. 
Con il fotosmontaggio di questi giorni, siamo all'opposto il messaggio/partito, non si eleva, non guida, ma asseconda i pruriti più beceri del gusto nazional-popolare. Alla ricerca di consenso, consenso, consenso, fine a se stesso, perdendo la consapevolezza che una volta raggiunto quel consenso, ricercato per imporre la propria visione alternativa a quella degli avversari politici, lo si raggiungere avendo però assimilato le loro modalità, facendo venire così a mancare i presupposti per questa diversità. Qualcuno obietterà che la diversità ricercata è soprattutto politica, ma quando c'è affinità culturale c'è affinità anche  politica. E lo dimostrano tutti i tentativi di politici di tutti gli schieramenti di apparire diversi gli uni dagli altri.
Qualcuno potrebbe anche derubricare lo sfortunato fotosmontaggio ad un banale incidente di percorso, un errore di qualche inesperto neolaureato in scienze della comunicazione. Personalmente ci vedo un disegno, c'è continuità tra quell'e(o)rrore e le strategie di comunicazione del nuovo centro sinistra. Ma soprattutto c'è un abisso tra il rigore formale e ideologico di Steiner, e questo sconclusionato messaggio di stampo fumettistico cinematografico. 


Parole tra le note


l'officina di Babbo Natale


Carpi gioca


A prova di terremoto



aspettando Halloween


Halloween c'è



domenica 29 aprile 2012

Relazioni


Una delle cose di cui un fotografo "nativo digitale" difficilmente farà esperienza, è la relazione tra negativo/positivo. Un'altra cosa che ancora più difficilmente incontrerà sarà la tradizione della fotografia off-camera, o più semplicemente senza macchina fotografica. Questo ovviamente fatto salvo gli studenti di belle arti ai quali queste pratiche verranno fatte sperimentare per una corretta conoscenza di alcuni percorsi creativi del passato. Ebbene in questo post è mostrato un esempio di immagine fotografiche che contiene entrambe queste caratteristiche. L'immagine a sinistra è stata realizzata esponendo con un normale ingranditore analogico della carta fotografica tradizionale a colori poi sviluppata nei normali bagni chimici (Ra4) della fotografia tradizionale di qualche anno fa. L'esposizione è avvenuta utilizzando come negativo il vetrino che si vede a destra nell'immagine e che qui mostro in un dettaglio ingrandito.


Si nota che il vetrino è stato dipinto con dei pigmenti, e che sono questi pigmenti che hanno creato In positivo l'immagine "astratta" che si vede nell'immagine fotografica. 
Mi incuriosisce vedere che anche nella cultura del randomizzato computerizzato, il tocco del intervento umano fa assumere anche a immagini che potrebbero sembrare auto-generate, un che di irripetibile di non riproducibile.